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Remigio Cavedon e il complotto internazionale
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blind

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italy
MessaggioInviato: 31 Ago 2013 13:01:24    Oggetto:  Remigio Cavedon e il complotto internazionale
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La registrazione di questa intervista, rilasciata da Remigio Cavedon, ex direttore del quotidiano della DC "Il Popolo", ad Anna Maria Greco del "Il Giornale", è ufficialmente depositata al Tribunale di Brescia.



Cavedon: Io passo a trovare, passo a salutare l’amico Tanino Scelba, capo delle pubbliche relazioni... Dopo un lunga conversazione avverte il presidente che sono di passaggio. Il presidente m’invita a scendere nel suo studio.

Greco: Mi invita nello studio...

Cavedon: Nello studio privato.

Greco: E lì?

Cavedon: E lì una lunga conversazione: si spazia dalla crisi della Dc che era in corso dopo le elezioni fino alla... naturalmente alla soluzione, al... alle elezioni politiche vinte dal Polo per la soluzione del governo

Greco: Eravate voi due?

Cavedon: M’ha lasciato solo. È entrato Gifuni un paio di volte, ma poi sono rimasto sempre solo.

Greco: Ecco, che cosa ti disse il presidente?

Cavedon: Mi disse che era un governo non... che aveva molti problemi che... che aveva... che certamente non rispondeva alle esigenze del Paese, anche perché la presenza della Lega era... un detonatore... possibili future complicazioni... e che comunque chi aveva vinto le elezioni non poteva rappresentare degnamente il Paese, per cui era necessario tentare a una soluzione che potesse dare uno sbocco alternativo a questa maggioranza.

Greco: Ecco, abbiamo detto che Berlusconi aveva appena ottenuto la fiducia del Parlamento.

Cavedon: Sì!

Greco: È un po’ singolare che il presidente della Repubblica...

Cavedon: Bah, questo era un colloquio estremamente privato, ovviamente il presidente della Repubblica poteva anche esprimersi in maniera assolutamente libera su argomenti che erano all’ordine del giorno del dibattito politico. È chiaro che in quel momento la stragrande maggioranza del vecchio establishment, cioè i resti di vecchi partiti che... nel centro sinistra, parte del centro sinistra compresa una parte della Dc e soprattutto la sinistra personificata dalla Quercia di Occhetto insieme... a gruppi economici, alle lobby forti, economico-finanziarie forti del Paese, non aveva accettato il responso elettorale. E il presidente era preoccupato anche di riflessi internazionali di questa, chiamiamola, avventura... L’entrata in campo di Berlusconi, in concomitanza con l’alleanza leghista e quella di An, aveva già provocato a livello internazionale numerose prese di posizioni certamente guidate e suggerite dalla... dalle potenti lobby dell’informazione italiana.

Greco: Ecco, tu che cosa rispondesti?

Cavedon: Che...

Greco: Che cosa ti disse esattamente il presidente? Ricordi le parole?

Cavedon: Sai, direi che si spinse oltre un po’ oltre, cioè pensò a una possibile evoluzione... verso un governo tecnico

Greco: Ti disse: credo che sia necessario andare verso un governo di tecnici... possiamo dire così?

Cavedon: S... sì. Si può... possiamo dire che il presidente era convinto che un governo Berlusconi non poteva reggere l’impatto con il Paese e che quindi doveva essere assolutamente cercata fin da allora una soluzione diversa che poteva passare appunto, attraverso un governo di tecnici... mi pare una... imbarazzanti sul piano...
La mi... la mia impressione era quella di un presidente certamente preoccupato di tenere legati insieme alcune, alcune... gruppi politici...

Greco: Quali?

Cavedon: Del vecchio sistema e soprattutto la sinistra. Ovviamente preoccupato anche della gravissima crisi della Democrazia cristiana. Ed era, peraltro, molto preoccupato perché non vedeva una soluzione politica diversa da quella che era sulla... ormai sul piano elettorale era stato dimostrato, cioè un bipol... un bipolarismo...

Greco: Da quella suggerita dalle urne...

Cavedon: Dall’elettorato... dalle urne. Quindi la scappatoia era soltanto il tentativo di rimettere in piedi un governo che facesse da ponte a una successiva... come la possiamo definire... un successivo passaggio verso una maggioranza diversa da quella del centro destra. Mentre l’intenzione di arrivare a una... a forzare in qualche maniera il cambiamento c’era.

Greco: L’intenzione di forzare il cambiamento...

Cavedon: Il cambiamento rispetto alla maggioranza che era uscita dalle urne, facilitato probabilmente anche dal fatto che le dimissioni erano emerse all’interno della maggioranza.

Greco: Cioè lui parlò per esempio... appunto... della Lega e della possibilità che la Lega in breve tempo...

Cavedon: Lui no, no... e... e... e.. lui era convinto che la Lega non avrebbe, non avrebbe impedito... non avrebbe in qualche maniera...

Greco: Riconosciuto...

Cavedon: Sottoscritto i patti, quindi prima o poi avrebbe certamente lasciato solo Berlusconi perché... perché le finzioni erano tali, si erano rivelate nel corso della difficilissima formazione del governo, erano state tali per cui Bossi era apparso subito inaffidabile sul piano appunto dell’alleato del governo. Da questo punto di vista il presidente aveva certamente chiaro che Bossi poteva diventare uno strumento importante per la... per destabilizzare la maggioranza.

Greco: Uno strumento nelle mani di chi?

Cavedon: Nelle mani del presidente!

Greco: Nelle sue mani?

Cavedon: Certo!

Greco: Che rapporti aveva lui con Bossi?


Cavedon: In quel periodo non aveva praticamente nessun rapporto. I rapporti, come poi ha dichiarato recentemente Maroni... era Maroni insieme a qualcun altro nel giro... dei leghisti... Bah, era chiaro che il presidente aveva intuito perfettamente che Maroni e... e... scusa...

Greco: Bossi...


Cavedon: Bossi era l’anello debole della maggioranza.

Greco: Ma come pensava di manovrarlo non avendo rapporti diretti? Attraverso altri quindi?


Cavedon: No, non tanto attraverso altri. Il problema era... c’era un problema Bossi che doveva risolvere il suo rapporto con... con il governo, all’interno del governo. C’era un problema che Bossi non poteva risolvere perché non aveva le idee chiare sul federalismo, non aveva le idee chiare su quali proposte fare in sede di governo a proposito di... non soltanto di federalismo, ma di occupazione, di finanza pubblica eccetera eccetera; quindi era chiaro che Bossi, non avendo idee chiare su che cosa doveva proporre in seno al governo, faceva come aveva fatto durante tutta la crisi, tutta la fase della preparazione del nuovo governo, delle trattative del nuovo governo, non faceva altro che reclamare più ministri e più potere. Questo. Una volta che ha capito che tutto questo lo avrebbe incastrato nel sistema, perché diventava parte integrante del sistema, è ovvio che Scalfaro ha avuto la via facile per adoperare Bossi e destabilizzare tutto il sistema.

Greco: Tu hai avuto altri incontri con Scalfaro, con altri dopo hai avuto altri segnali di questo...

Cavedon: Sì, numerosissimi altri. Con altri personaggi, ovviamente. Bah, ricordo per esempio con il prefetto Parisi, che allora era capo della polizia... ci incontravamo spesso, come del resto era consuetudine da almeno dieci anni.

Greco: Capo della pol... ricordiamo che Parisi era intimo... molto legato a Scalfaro.

Cavedon: Molto legato! Era stato nominato capo della polizia da Scalfaro quando Scalfaro era ministro dell’Interno...

Greco: Cosa ti disse Parisi?


Cavedon: Mah... Parisi mi confermò sostanzialmente che ad altissimo livello c’era un piano per mandare a casa Berlusconi; tutto lì, in sostanza.

Greco: Quando questo?

Cavedon: Questo durante l’estate. Mi ricordo le ultime gli ultimi contatti che ebbi con lui risalgono a settembre, ottobre, quando poi lui fu dimissionato, mi confermava questa... sempre con estrema diciamo serenità, com’era suo costume, del resto.

Greco: Con estrema serenità che... e... e che diciamo voleva dire che... si dava quasi per scontato che ci fosse questo...


Cavedon: Sì! Non era... era un gioco a incastro di una politica che ormai non aveva più nulla da dire in termini di proposte future. Berlusconi aveva vinto, però questa vittoria dava fastidio a molti, quindi Berlusconi doveva essere eliminato dalla scena politica. Poi qui, qui può convergere naturalmente... possono convergere le inchieste delle... di... delle varie Procure. Possono convergere gli interessi delle lobby internazionali e interne; certo, però il dato di fatto era questo: aveva rotto un equilibrio politico e quest’equilibrio politico doveva essere ristabilito.

Greco: Aveva rotto un equilibrio politico perché non poteva essere manovrato, tra virgolette, da Scalfaro?


Cavedon: Mah, certamente non poteva essere manovrato da Scalfaro in quanto la differenza tra la vecchia, diciamo politica e quella nuova che si andava... con tutti i suoi difetti, ovviamente, quella nuova che si andava... a... così... a svilupparsi, era sostanziale perché da una parte esisteva un mondo legato a interessi enormi, sia sul piano... Per esempio basti... basti parlare della... delle aziende pubbliche... di tutti gli interessi legati alle banche... [all’Iri, ndr]. Tra l’altro esisteva l’interesse anche di gruppi privati per un... per non rompere interamente con il passato, se non in funzione naturalmente di nuovi interessi, a meno che non fossero tutelati gli interessi. Quindi, il discorso va fatto in maniera molto corretta proprio per evitare poi che si arrivi [alle elezioni o ai poteri, ndr], perché siamo... questa pagina del ’94 è una pagina importantissima perché è venuto fuori un... una risposta elettorale a esigenze di novità. Queste... questa risposta elettorale di esigenze di novità è stata impersonificata naturalmente da Berlusconi, che ha impedito oltretutto l’avvento della sinistra al governo nel ’94. Contro questa... questo, diciamo, fenomeno che è stato un fenomeno di massa, milioni e milioni hanno votato per questa soluzione, quindi la sinistra tradizionale si è trovata in minoranza, questo fenomeno di massa è stato prima bloccato e poi liquidato. Naturalmente... naturalmente con l’appoggio di Bossi che per motivi suoi ma anche secondo me in maniera abbastanza impolitica, impolitica nel senso che non ha capito in quale baratro si stava infilando, ha accettato lo scambio con Oscar Luigi Scalfaro. Io ti faccio fare la crisi, però tu non mi dai le elezioni anticipate perché altrimenti la Lega sarebbe stata distrutta. Anche questa... una gravissima responsabilità di Scalfaro che...

Greco: Hai avuto conferma di questo scambio in qualche modo, direttamente, o è solo una tua opinione?


Cavedon: Quale scambio?

Greco: Ti faccio fare la crisi ma non andiamo alle elezioni, altrimenti la Lega...


Cavedon: Ne hanno scritto tutti.

Greco: Ma direttamente, diciamo...

Cavedon: Direttamente diciamo che potrei dire di averlo avuto ma non posso naturalmente specificare le fonti. Ci sono molte fonti. Tutte assolutamente credibili.

Greco: Conferma da fonti dirette...

Cavedon: Che confermano... che confermano...

Greco: Fonti dirette possiamo dire vicino al presidente?

Cavedon: No, no, le fonti dirette hanno parlato del presidente! Che possono, domani quando saranno in grado di parlare, passata questa... questa avventura, e saranno in condizioni di poter parlare liberamente, potranno tranquillamente confermare questa, questa... questa versione.

Greco: Ecco, quindi, oggi hai visto in un’intervista del «Corriere della Sera»...

Cavedon: Sì!

Greco: La Pivetti dice...

Cavedon: Del «Corriere»...

Greco: Si forzò la mano ma non andò oltre la Costituzione.

Cavedon: «Corriere», «Il Messaggero»...

Greco: Cioè utilizzò tutti gli spazi, senza in realtà...


Cavedon: Scalfaro è... Scalfaro è un animale politico esperto, non è un... è un esperto, quindi gli va dato atto che quando si muove ovviamente cerca tutte le coperture possibili, nella... sul fatto formale, sul piano formale ha perfettamente ragione. Non vi è ombra di dubbio che una volta aperta la crisi e in presenza di una crisi aperta con la Lega che si defila e non, e... essendoci in Parlamento la possibilità di formare una nuova maggioranza, Scalfaro non poteva naturalmente sciogliere le Camere. Era un suo diritto a quel punto lì sciogliere le Camere. Però questa è, diciamo che questa qui... questa è una facciata. La verità storica o cronachistica, se vogliamo chiamarla in termini più accessibili, è che al momento in cui la Lega decide di uscire, decide di uscire perché è stata condotta per mano, soprattutto da Scalfaro perché ciò avvenisse, per non parlare ovviamente del gioco delle Procure e di tutti gli altri interessi di cui abbiamo già accennato.

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MessaggioInviato: 31 Ago 2013 13:01:24    Oggetto: Adv






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